venerdì 31 dicembre 2010

Pietro e Davide del Grande fratello: ma che succede?

Che succede sotto le coperte? Notare con quanta tenerezza Pietro si occupa del suo amico Baroncini... in una maniera che mi appare quanto meno ambigua...




mercoledì 8 dicembre 2010

sabato 11 settembre 2010

Censura e bruttura


Che la Rai il sei settembre scorso, abbia censurato di nuovo Brokeback Mountain su rai Movie in prima serata non mi sorprende, arrivo a dire non mi frega manco molto perché chi veramente merita di vedere per intero quel film, non aspetta certo Rai Movie per farlo! Se non è andata al cinema per tutti i buoni motivi del mondo quanto meno poteva:
Scaricarlo (legale o illegale)
Prenderlo a noleggio
Acquistarlo

Ecc ecc
Insomma problemi loro.
Ma che Luca Benvenuti, una delle tante tristi realtà televisive nostrane, Distretto di Polizia, grazie alla carriera sia divenuto un perfetto e virgulto eterosessuale, mi ha lasciata davvero basita.
Per chi non avesse mai né visto né sentito parlare di questa fiction, deve sapere che Banvenuti Luca, poi un tale di Perugia, un poliziotto con la pistola ma senza gli attributi, ha denunciato la TAO 2 perché a suo dire, l'omosessualità del tale Benvenuti ledeva alla sua viril immagine di poliziotto. Così la produzione ha preferito cambiare una vocale al nome dell'agente piuttosto che rischiare strascichi giudiziari. Persa la i finale Luca Benvenuto non ha cambiato abitudini, almeno per le prime stagioni, se si esclude qualche scivolatina bsx, ma ci sta. Ma da quando il ragazzotto ha fatto carriera, e no, qui la cosa cambia! Troppo in vista per essere gay, o quanto meno bisessuale. Allora me lo ritrovo etero, addirittura etero! E non guarito come un certo Luca di Povia, no, proprio eterosessuale come se fosse sempre stato così, senza colpo ferire. Ma che merda di imamgine diamo di noi, dei nostri prodotti televisivi, di noi come società, come cultura, in questo cazzo di estero? Europa! Manco i talebani... Davvero si potrebbero esportare tali follie? Tali prese per i fondelli? E i pecoroni che guardano la televisione italiana, non saranno mai pronti all'omosessualità in tv. Figuriamoci ad accettae un figlio gay. Al massimo gli chiederanno di cambiare una vocale al cognome!

mercoledì 21 luglio 2010

Perché in Italia è difficile pubblicare 'onestamente', anche se si è bravi e si ha una buona idea



Quanto leggerete è stato appreso per esperienza diretta e indiretta. Partiamo dal presupposto che pubblicare in Italia in realtà è facilissimo: basta pagare! E, spesso, anche poche centinaia di euro, ad esempio se si ha una raccolta di poesiole che s’intende rivendere ad amici e parenti. La casa editrice in questione te ne stampa una cinquantina di copie, l’autore se le compra poi le rivende e tutti sono contenti. Tanto il poeta sa che non diventerà famoso.
Ma per quelli non disposti a pagare? Che magari ambiscono a diventare scrittori di professione?
A quel punto è una questione di fortuna, sia pubblicare, sia non finire nella rete di un contratto di edizione farlocco e svantaggioso.
Togliendo di mezzo tutta l’editoria a pagamento ci restano 3 possibilità:
le grandi case editrici ai più irraggiungibili.
La media -buona- editoria che però non investe quasi mai le sue risorse (non tantissime) negli esordienti.
Di solito tendono a seguire le mode del momento oppure s’invaghiscono di un’idea e puntano su quella magari anche a costo di mandare tutto per aria.
Loro hanno qualità, non dico come la grande editoria, ma se la cavano. Presentazioni, un po’ di pubblicità, distribuzione. Ma sono, ripeto, quasi inarrivabili, a meno che non si ha la fortuna di capitare con l’idea giusta, al momento giusto, con l’editor giusto e che, soprattutto, proprio in quel momento, la casa editrice goda di ottima salute per aver fatto il botto con qualche romanzo modaiolo.
Poi ci sono gli editori che non chiedono soldi in anticipo per la stampa ma fanno i furbastri. Vale a dire: ti impongono di firmare un contratto di edizione dove a te autore non spetta nessun guadagno. In compenso perdi i tuoi diritti.
Non organizzano presentazioni e se ci pensi tu pretendono che compri le copie del tuo romanzo e te le rivenda, questo perché loro ti hanno sì accalappiato ma oltre a vendere il tuo libro on-line (book on demond) non fanno. Non distribuiscono, non arrivano proprio alle librerie. Chiedono a te di darti da fare ma, loro, non fanno un granché.
In questo marasma ogni giorno Albatros e compagnia cantando continuano a buttare fuori romanzi ridicoli che non hanno motivo di essere.
La buona editoria punta tutto su pseudo scrittori e scrittrici proponendogli di comporre l’idea del momento. Non romanzi ma progetti per fare soldi.
E se magari questi soldi fossero investiti per della narrativa vera, mentre sicuramente saranno usati per l’ennesima stronzata scritta da un blogger con toni sarcastici e irriverenti, nella speranza che Simona Ventura o Barbara D’urso, incuriositi dal titolo ad effetto, invitino questi pseudo - artisti nel loro salotto.
Che poi, parliamoci chiaro, non c’è niente di male nell’idea di fare soldi. Fosse che magari si rendessero conto che i libri più letti in Italia sono ancora quelli che raccontano una storia.
Pessimismo e fastidio

lunedì 12 luglio 2010

Gedeon Burkhard al Roma fiction Festival

Piuttosto che parlare di questo stupendo avvenimento preferisco lasciare il tutto alle immagini...

venerdì 18 giugno 2010

Torna l'angolo dei coccolosi: Francois et Ramon

Direttamente da il talent show francese Nouvelle star Francois et Ramon

venerdì 21 maggio 2010

Il compleanno

Faccio l'avvocato del diavolo: se ai gay da tanto fastidio la bisessualità, come mai si continuano a produrre film che propongono questo tema? Per essere apprezzati dagli 'altri'? Gli etero? O sotto sotto sono proprio i gay ad apprezzare il sano appetito omosex da parte di uomini sposati e padri di famiglia? non si capisce... Cmq negli anni 70-80 impazzava il lesbo, ora due uomini insieme vanno come il pane. Niente da obiettare, positivo per me :)

martedì 4 maggio 2010

Alle ricerca delle felicità

L'avrò trovata? Forse sì. Ora mi sento felice

domenica 11 aprile 2010

Fanfiction slash


Stralci di questo stupendo articolo di Giovanni Prattichizzo:
Le fan fiction sono storie scritte dai fan di un ben definito fandom, ossia quell'insieme di appassionati di un prodotto culturale (film, fumetti, romanzi, fiction). I fan, attraverso i loro racconti, provano a fornire una personale versione della storia, inserendo situazioni comunque presenti nella trama originale in momenti diversi della vicenda narrata.
Dopo averci raccontato un po' di storia dello slash l'autore si focalizza sulle polemiche legate allo slash: Lo slash è stato ed è tuttora oggetto di polemica, in quanto si ritiene che il rappresentare i personaggi con atteggiamenti lontani da quelli riconosciuti, ne possa oscurare l'immagine. La scelta operata dai fan writers appare comunque credibile nell'universo narrativo raccontato. Alcuni autori di slash fiction sostengono che ciò su cui si basano le loro storie esiste già nella storia originale: le emozioni sono già lì e loro non fanno altro che seguirle. Gli scrittori di fiction slash (i cosiddetti slasher), poi, vengono spesso accusati di confondere l'amicizia virile col romanticismo.
Scopriamo chi sono gli autori dello slash: La quasi totalità di autori (e lettori) di questo genere è costituita da donne, con una ridotta percentuale di gay. Secondo una recente ricerca, poco più della metà delle autrici di slash si dichiara eterosessuale, mentre una minoranza è formata da lesbiche e bisex.
Ma il punto che mi trova in assoluto più d'accordo è questo: Alcune autrici ritengono che le relazioni eterosessuali di film e telefilm siano raccontate male; mentre le narrazioni con personaggi maschili permettono maggiori possibilità di esplorazioni delle dinamiche relazionali e sentimentali. Questo permette alle donne di sperimentare, in modo alternativo, le identità maschili e le loro declinazioni. Aggiungo io che anche la maggior parte delle storie omosex mancano di qualcosa focalizzando sempre l'aspetto più tormentato della vicenda ai danni del resto. Probabilmente è ciò che mi ha dato la spinta a scrivere.
Per chiudere dico: sì, è bello ed emozionante sapere che tante donne anche molti anni fa provavano le stesse mie sensazioni osservando due uomini e riuscendo ad andare oltre a uno sguardo, una parola, al disegno dell'autore che spesso si vede costretto a compiacere la massa. Ma che riesce sempre ad accontentare, con piccoli gesti ai più invisibili.

mercoledì 24 marzo 2010

martedì 26 gennaio 2010

venerdì 1 gennaio 2010

Sarà... sarà... ? Intanto è arrivato il 2010

Si tratta di un indedito, dobbiamo ancora terminarlo (nella migliore delle ipotesi siamo a tre quarti) e già lo amiamo da impazzire.
Ha un gruppo su facebook formato da una sessantina d'iscritti.
Ha per protagonisti un cane, un adolescente, un veterinario e un maestro di tango
Potrebbe definirsi un giallo che si tinge di rosa o un rosa che si tinge di giallo, dipende, fatto è che i sentimenti a volte sono più misteriosi di omicidi o di scabrosi segreti di famiglia.
Il finale nei prossimi... mesi? (settimane, giorni... chissà)
Buon 2010 da oggi al 31 dicembre.