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lunedì 7 settembre 2009

Torna l'ottimismo


Magari mi sbaglierò... magari il vento sta di nuovo per cambiare direzione, però dopo aver visto il fondo da vicino (che estate assurda!!!!) sento che qualcosa si muove... magari mi sbaglio ripeto, ma dopo aver seminato tantissimo, pure troppo! Dopo aver capito che amare i miei scritti non signinfica essere presuntuosa ma ralista (più di un 'addetto ai lavori' pensa che ho talento) insomma dopo aver passato due anni di transizione perché di cadere nella trappola di qualche piccolo editore magari furbetto che mi lascia insodisfatta no non ci sto. Insomma sento che, prima o poi, anch'io riceverò qualche notizia confortante. Non può sempre dire male, dopo tutto! Poi scopro che su FX sono ricominciate le repliche di Lipsia. Insomma chi ben inizia...

domenica 31 maggio 2009

Il chiodo nell'anima


Il chiodo nell'anima, potrebbe essere il nuovo titolo per il mio romanzo inedito (presto edito) precemente nominato "La fabbrica di coccole".
Per caso... un pneumatico con un chiodo conficcato dentro, e si accende la lampadina...

venerdì 8 maggio 2009

La fabbrica di coccole


... ha trovato un editore. Un padre che, come fanno i bravi padri, si prenderà cura di lui.
Per ora mi sento di scrivere solo questo.
Magari al prossimo post aggiungerò più dettagli e magari mi toglierò qualche sassolino dalla scarpa.

mercoledì 22 aprile 2009

Due parole sullo slash...


Feticismo o perversione? Parlandone con la cara Jiv sono uscite fuori queste due paroline. Secondo me una donna che ama lo slash è una Voyeur a tutto tondo perché vede l’oggetto del desiderio raddoppiarsi e senza l’elemento femminile con il quale rapportarsi che è, spesso, un intralcio. Dunque, nè feticismo nè tanto meno perversione. Io direi solo che noi slasher siamo: amanti del bello.

sabato 31 gennaio 2009

Un padre e un padre, il parere di Roberta



Ecco il primo commento ufficiale (completo) del mio nuovo lavoro, grazie robi :)

Ho finalmente letto la tua storia (i tre capitoli...41 pagine, per
intenderci)...e devo ammettere che sono sorpresa;) Piacevolmente
sorpresa;)

Avevo - come ti avevo già manifestato delle grosse perplessità - :
sono una cattolica praticante, frequento la parrocchia come
collaboratrice laica, e lavoro con preti giovani. Faccio un po'
fatica a "digerire" una storia d'amore in quel contesto, lo ammetto.

Ma la tua storia...prende. Fila via molto bene, si fa leggere, è
accattivante in un modo molto particolare, piace per il contesto,
normale, eppure profondo. Sei stata brava a prendere una tematica non
facile e a renderla...onesta, credibile.

Saro' sincera: occorre un grosso lavoro di editing, sui nomi, luoghi,
usanze inglesi (es. LOUIS e non Luis, HAMILTON e non Hemilton...), e
anche un po' sull'italiano:( E qui purtroppo non ti posso essere
d'aiuto perché ho una marea di impegni a cui già fatico a stare
dietro:( Mannaggia:(
Pero' la storia funziona, secondo me funziona un sacco!;)
I personaggi sono ben delineati, funzionano, bello il contraltare tra
Padre Julian e Padre Donald.

E' attraente. Complimenti;)

Annoverami tra i tuoi fans!


Per tutti quelli che vogliono leggere questo racconto e altri andate nel gruppo idemoniegliangelidigiusiracconti

lunedì 5 gennaio 2009

I soldi non fanno la felicità


Sì, vero però... però ti puoi comprare:
un bel divano comodo,
una bella macchina,
la moto,
l'abbonamento alla palestra più esclusiva della città,
quel vestito di Prada che tutti ti invidieranno,
la borsa di Gucci al modico prezzo di 1200 euro,
viaggietti vari,
ok tutte stronzate, ovviamente! Basta che c'è la salute. Poi se hai una propensione per la scrittura e ti sei messo in capoccia di pubblicare un libro, ecco qui il perfetto pollo o polla, da spennare ovviamente, e gli editori si leccano i baffi. Tanto guadagno, minimo sforzo.
Aver pubblicato a pagamento da la felicità? Beh non è paragonabile al divano comodo e a tutto il resto, e, soprattutto, non è paragonabile a
meritarselo.
Ma di che parliamo? Chi ha i soldi va a puttane, o meglio: sono le puttane che vanno da lui. Però mi viene da ribadire un concetto: il sesso, come l'amore, non è più dolce, sensato, gustoso, quando è totalmente gratuito? Non considerando che chi sa davvero scrivere, meriterebbe di essere pagato.
Senza per questo essere una puttana.

sabato 20 dicembre 2008

Ne ho finito un altro


Vabbé, finito si fa per dire! Ho scritto la parola FINE sulla destra ma ancora il lavoro è lungo, lunghissimo, anzi no! Si intitola "Un padre e un padre", è una novella nata assolutamente così, dal nulla. Si è dipanata a me con quella semplicità che mi farebbe gridare al miracolo se non fosse che, più o meno, succede sempre così. Mentro L'uomo nell'ombra e La fabbrica di coccole sono comunque dei proggetti, questo qui non lo è, non lo è mai stato, per questo ero cuoriosa di saperere ciò che sarebbe successo.
Ecco la trama:

Un uomo resta uomo in ogni caso. Anche quando è un vedovo con doveri riguardo la sua famiglia? E, soprattutto, anche quando è un sacerdote?


Denton, (Manchester) 1965

La pacifica esistenza di Padre Julian, rigido parrocco della piccola cattedrale di Saint Luis a Denton, viene sconvolta dall'arrivo di Padre Donald, un prete con idee riformiste e un tantino dissolute. Dedito all'alcol e al fumo, amante delle belle donne, il nuovo prelato scuoterà il collega facendogli prendere piano piano coscenza dei sentimenti che Julian prova per il suo parrocchiano preferito, Robert Pange, un giovane uomo rimasto recentemente vedovo padre di tre creautre.

lunedì 24 novembre 2008

martedì 30 settembre 2008

Lo squalo toro, ovvero metafora di quanto è fatica....




fatica, dicevamo arrivare per i giovani autori. Che centrano gli squali tori (o toro?) ? Beh nulla, ma in un certo senso sì, qualcosa centrano. Ieri alla tv ho appreso questa notizia: pare che la nascita di uno squalo toro sia qualcosa di assolutamente sanguinario. Ci sarebbe una lotta interna senza esclusioni di colpi. Infatti sarebbero decine i piccoli squaletti nella sacca embrionale di mamma squala, tanti tanti ma solo uno, quello che vince tutte le lotte (ebbene si, non solo Caino) senza quartiere, nelle quali tantissimi futori squali toro perdono l'occasione di vivere, insomma uno solo, il più tignoso di tutti ovviamente, diventa uno squalo capace di solcare i mari e uccidere tanti pesci indifesi. Un po' come succede nell'editoria. Gli squaletti nell'embrione sono i tanti autori, emergenti e non, che si ammazzano per arrivare a far pubblicare il loro gioiello. Alcuni pagano, per ritrovarsi spesso insoddisfatti, mentre altre volte raggiungono la popolarità, uno su tutti Moccia, lo squalo più temuto. Altri invece tentano altre strade, che però trovano chiuse per lavori in corso, da una sorta di setta, o casta che va più di moda. Sì, la casta dei famosi, di quelli che non hanno dovuto lottare ma che si ritrovano il loro libro in tutte le librerie. I figli di imprenditori, i presunti vip, quella che conosce quello o perché suo padre conosce quell'altro. Tutto un giro di favori, controfavori, interessi ecc. Oddio, io non sono un giglio. Magari lo trovassi qualcuno che mi raccomanda! A me basterebbe solo che raccomandasse di leggere il mio manoscritto, tanto so già bene come andrebbe a finire. Invece sono qui che lotto lotto, e di fronte a tanti squali mi sento così plancton....

mercoledì 24 settembre 2008

Germinare, la nuova agenzia letteraria senza scopo di lucro




Sono felice di dare una mano per promuovere una simpatica inziativa della mia preziosa amica Barbara Vecchi:

http://www.beepworld.it/members/germinare

Germinare è una nuova agenzia letteraria venuta alla luce a Roma nel maggio del 2007 come associazione culturale allo scopo di stanare nuovi talenti italiani.

Nata dall’amicizia di cinque lettrici incallite e con la passione della lettura, si impegna a cercare, promuovere e aiutare i veri talenti in quanto, purtroppo, chi non possiede i canali giusti non ha nessuna possibilità di farsi conoscere. Troppo spesso chi ha davvero tra le mani il successo di domani è costretto a lasciarlo marcire nel cassetto.

Le case editrici ricevono ogni giorno decine di manoscritti, ma non sanno bene cosa farne. Valutare un inedito, soprattutto se scritto da un esordiente, costa, sia in tempo ché in denaro. La mancanza di un buon editing, la valutazione seria e misurata del “prodotto”, lo studio preventivo della casa editrice alla quale spedire il volume, ecc.
Ecco perché è preferibile investire su quei lavori sostenuti da un’agenzia letteraria.
Ma non sempre il prodotto è all’altezza, questo perché l’interesse commerciale supera quasi sempre l’autentico slancio.

La nostra un’associazione invece è senza scopo di lucro, da questo si può dedurre che non prendiamo assolutamente in considerazione lavori che non ci abbiano davvero entusiasmato. E solo dopo numerose letture e valutazioni contattiamo la casa editrice e mandiamo la versione cartacea dell’inedito, questo per non intasare ulteriormente il già gravoso lavoro di valutazione.

Per qualsiasi informazione scrivete a questo indirizzo emai: bormio.federica@tiscali.it Oppure barbara.vecchi@excite.it

martedì 9 settembre 2008

La fabbrica di coccole (coming soon)


Come se non bastasse, un'occhiata al futuro. La fabbrica di coccole è il mio terzo romanzo, ancora inedito, in verità mai stato letto da nessuno.
La vicenda ruota intorno ad un gruppo di uomini costretti a scontrasi con il loro istinti più bassi. Un programma di rieducazione ideato dalla dottoressa Morgan McKahl intento a contrastare la violenza gratuita della quale si sono macchiati i dodici partecipanti, obbligati a prenderne parte da un giudice a causa delle loro malefatte. Così si incontreranno i protagonisti della vicenda, due ragazzi dalle storie differenti, che dopo una diffidenza inziale, scopriranno quanto può essere efficace l'affetto a risolvere le intemperie della vita. E sia Jason che Chase hanno subito tanto nella loro pur breve esistenza.
Una storia per niente patinata, anzi dura e cruda. E il finale, coincitato, corale, con le matasse di grovigli che finalmente si sciolgono, sarà al ritmo della canzone simbolo degli innamorati Unchained Melody

domenica 19 agosto 2007

Cos'è L'uomo nell'ombra?


Ombre e nebbia, titolava un tempo Woody Allen, là dove si perde, o si ritrova, per magia, tutto-. Alberi, palazzi, sentimenti, persone.

Ma se il personaggio chiave della storia è un commissario di polizia e i protagonisti non sono i crimini, il tessuto di questa foschia s’infittisce e genera fantasmi che, forse, solo l’amore può smascherare.

L'uomo nell'ombra è un romanzo difficilmente collocabile. Non si può definire -a tematica gay- pur raccontando, con assoluta naturalezza, una doppia storia d’amore tra uomini e, malgrado questo, non nominando mai il termine–gay- o –omosessualità-.

Un giallo forse? Sì, in un certo senso lo è ma non assomiglia ai grandi classici, più che altro si avvicina ad un noir.

Un poliziesco? È vero che due dei quattro protagonisti sono poliziotti e ci s’immerge quasi da subito in appostamenti, indagini, squadre antidroga e quant’altro.

Guerre tra bande? La Los Angeles insanguinata dalla guerriglia urbana è solo lo sfondo, forse la definirei meglio, -la scusa- per dare a queste storie d’amore legate a filo doppio, un’atmosfera che cozza paurosamente con la connotazione romantica del testo.

Ma il romanticismo non è mai fine a se stesso.

La vendetta che porta all’amore, l’amore che porta alla vendetta sintetizzando al massimo la vicenda che narra le gesta di Tom O’Brian, commissario rude e schietto che si scontra con il mondo diverso e marcio di William Hartmann, l’avvocato senza scrupoli che difende i balordi più ricchi e potenti della città. In parallelo c’è Jake Monroe, figura che si delinea lentamente agli occhi del lettore, è detective ed ex infiltrato, incapace di sfuggire ai ricordi, e sbagli, del passato. Nel suo passato c’è Dugan Earp, il pusher spietato e inafferrabile mai quanto il suo capo, il boss, l’uomo nell’ombra onnipresente tra le righe del romanzo: inafferrabile, indecifrabile, il vero protagonista senza mai, forse, comparire.

I quattro interpreti si muovono tra una Los Angeles ricca e peccatrice, e una San Francisco che dovrebbe essere teatro del ritorno alla normalità per Jake. Già, normalità. Cosa ci può esserci di normale nella vita del detective dopo aver tradito lui, quella fiducia incondizionata che aveva letto nei suoi occhi? Sapendo di essere stato l’unico sulla faccia della terra ad aver meritato tale fiducia? Così si susseguono i flashback che lo riportano indietro nel tempo, a quando, quattro anni prima, ha vestito da infiltrato, i panni del temibile mediatore di droga Eric Mclay per arrivare ad acciuffare proprio Earp.

L’incontro tra il buono della situazione, il commissario O’Brian, e –cattivo- il cinico e spietato avvocato dal quale si reca per scarcerare Earp, è l’anello che congiunge le due storie. Tom infatti è convinto che il detenuto Dugan Earp sia l’unico appiglio rimastogli per arrivare al boss, colui che gli ha tolto ogni cosa, strappando alla vita la giovane moglie. Ma la sete di vendetta, l’altra protagonista del libro, lo trascinerà tra le grinfie del legale dal quale si sentirà attratto, suo malgrado, irrimediabilmente.

Incontri, scontri, battaglie psicologiche, amori appassionati, vendetta, e le donne, figuranti in un romanzo tutto al maschile, ma indiscernibili dalla vicenda: da Celine, la segretaria un tantino masochista a Anne, l’amante di Hartmann, una cocainomane bella quanto arida. La ballerina di lap dance, l’oriunda Amaral che Earp e i suoi nemici si condendo a suon di carabina, fino a Liza, moglie di Jake e madre delle sue figlie.

L’uomo nell’ombra è scritto con stile crudo a tratti ruvido, non mancano scene di machismo, e anche l’erotismo, trattato con garbo e mai gratuito, occorre solo a dare una connotazione ad ampio raggio delle due storie d’amore, così simili e, al contempo, differenti.

E alla fine, quando finalmente il boss mostrerà il suo vero volto, mi viene da credere che saranno in molti i lettori che riprenderanno stupiti in mano il romanzo, e ripartiranno dalla prima pagina, da quel: -Los Angeles detta The Big Nipple- pronti a riprendere con occhio nuovo la lettura.

Questo Blog si auspica di promuovere e diffondere l'esistenza di questo mio romanzo ancora inedito.

Con la casa editrice Nonsoloparole ho già pubblicato il racconto Danzando con i propri demoni dalla tematica differente ma che mantiene inalterato lo stile schietto e scorrevole.

Sono graditi commenti di qualsiasi genere! Grazie

Giusi Dottini