Questo è solo uno dei tanti, troppi? Blog, è un luogo mio e di chi lo calpesta. Ma è soprattutto è dove posso far uscire fuori i miei demoni. Giusi Dottini è una scrittrice. Questo blog non ha ambizioni giornalistiche né fini di lucro. Chiunque rivendicasse la provenienza delle foto presenti, può rivolgersi all'amministratrice del Blog
sabato 28 luglio 2012
Nuovo Lezioni di tango video
Con il tormentone dell'estate, è un tango, come poteva mancare? (In verità io la odio sta canzone e l'ho fatto solo per odiara di meno.... )
venerdì 27 luglio 2012
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http://luomonellombra.blogspot.it/2012/07/caparezza-ama-diego.html
Linko video, 7.28 il momento
Insomma, in reatà ha detto: Al microfono, amico di mille avventure, un ragazzo con cui condovido praticamente tutto, dal cibo alle letture, dai dischi alla camera da letto... NOTARE IL SOTTOFONDO DI COMMENTI E DI STUPORE.... tra i commenti: "Vedi?" e "A zozzi!!!!!" Avevo ragione io.......
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L'angolo dei coccolosi
giovedì 26 luglio 2012
Ho bisogno di leggerezza
Ho bisogno di leggerezza cazzo, non è possibile che tutto
debba pesare su di me. La famiglia, Ebbrezza al cioccolato, l’amica che non
riesce a camminare da sola.
Uffa, doveva essere una giornata di cazzeggio,
guardando il concerto di Caparezza, ma il mio nervosismo ha preso il
sopravvento. Dopotutto chi ti può capire? Se non hai le mie extrasistole, i
miei attacchi di panico, le mie nevrosi, i miei doveri, le mie fascicolazioni. Ovviamente
si passa anche per esauriti e cattivi. Ok, sarò esaurita e cattiva, ma se io ho
voglia di leggerezza non vuol dire che devo fare volontariato a vita. No, non è
il mio concetto d’amicizia fare volontariato, io sono per aiutati che dio ti
aiuta, e nemmeno chiedo aiuto agli altri. Ma non puoi pretendere che uno abbia
il sorriso stampato in faccia tipo Joker quando hai tanti di quei problemi da
riempirci una stanza. Non puoi nemmeno pretendere che io li comprimi questi
problemi se non sei disposta a dire le cose come stanno, tipo: ok non ho
nessuno, non so dove sbattere la testa. Stanno tutti bene senza di me, e tu,
visto che scrivi con me, leggi le mie cose, abbiamo interessi in comune, vai
bene per me, anche se non abbiamo nulla in comune. Forse ho sbagliato a non
avere la sensibilità di capire che non era il caso oggi di venire, magari un
altro giorno, magari quando avrò qualcosa in più da offrire che passività. Scusa se sono egoista, se ti uso senza manco rendermene conto...
Ho
bisogno di leggerezza non di essere presa per il culo ne tanto meno che qualcuno mi scateni sensi di colpa via sms. No, mi bastano quelli che ho
sabato 21 luglio 2012
Caparezza al rock in roma un anno dopo....
Concerto fantastico ieri sera al Rock in Rome, per il secondo anno di seguito. Molto più Rock, politica sì ma nemmeno troppa, più musica da sballo, rottura, anche di chitarra e, come sempre, non sono mancati i siparietti con Diego Perrone, la sua seconda voce.
sabato 14 luglio 2012
Aperilibro all'Happy Hour
Arrivo all’Happy Hour un po' tesa. Dopo tutto sono mesi che sto organizzando la cosa. Per fortuna l’ansia passa in fretta. Certo, Via Manzoni a Santa Maria delle Mole non è Via Condotti o il vialone dello struscio a Frascati. Eppure qualcuno passa, si ferma a parlare con me, io l'invito al primo aperilibro dei castelli. Sì, è così. Me lo sono inventata io, sono l’anima di questo progetto curioso e io stessa non so se prenderà piede oppure no. Prende piede, piace. La gente alla spicciolata entra, si prende l’aperitivo, mangia. Praticamente una cena, c’è da saziarsi. Alla fine se ne va con un libro in mano. Alla faccia di chi preferisce gli accendini, le agendine, bacchette? Ma siamo sicuri che quei baristi-gestori che definiscono i loro clienti gnoranti (scrivendolo come lo scriverebbero loro) non siano loro gli ignoranti? Insomma, abbassiamo le riserve. La gente è felice di bere, mangiare e di ricevere un libro in omaggio, questo è un fatto.
venerdì 15 giugno 2012
Ebbrezza al cioccolato... è donna
Per ora è un coming soon...
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venerdì 1 giugno 2012
Chi ha ucciso la promozione della cultura
Tempo fa, insieme all’amico Raffaele Calafiore, editore di Nonsoloparole, si è giunti a credere ad un’idea simpatica e innovativa: regalare un romanzo, nell’ambito di cene o aperitivi cene. Già, un libro in omaggio. La cosa sembrava davvero interessante. Tutti erano entusiasti, sulla carta. Parlo dei ristoratori.
Si sa, al ristorante ci vai per mangiare, non per acculturarti. L’unica cosa che ti riempi è la pancia, non certo la testa. Eppure, non si dice che i libri siano cibo per la mente? Ecco l’idea: cibo per il corpo, cibo per la mente. Sì, sembrava tutto molto bello e attraente... mah... mah c’è che proprio oggi, mi sono resa conto che, almeno da queste parti, a nessuno frega un cazzo della cultura, anzi, di promuovere la cultura. La gente, spiegano i ristoratori, vuole dei passatempi facili facili: posta stravagante, il karaoke, la danza del ventre, i sottofondo musicali. I ristoratori non si fanno problemi a pagare i cantanti che imitano le icone musicali, che giustamente avranno un compenso, no? Ma non se lo sognano assolutamente di acquistare un quantitativo di libri, per poi regalarli come gadget hai clienti. Oddio regalare... ovviamente non si regala nulla, si “pompa” il prezzo della cena, del menù fisso che uno va a proporre. Si fa pagare il costo del libro. Anche se costa pochissimo, se è un libro ogni due persone, dunque stiamo parlando di massimo cinque euro in più. Anche in questo caso, niente amici miei.
Da un energumeno con moglie pazza a seguito, che, purtroppo, gestisce una pizzeria in zona Prenestina (spero di non offendere tutti i pizzaioli e ristoratori di zona!) mi sento dire: “va bene l’evento ma tu devi portare i tuoi clienti, farmi pubblicità. I miei clienti non te li do mica, pagano quello che pagano sempre, non se ne fanno niente dei libri. Io ti ho concesso il ristorante, questo è quanto”. Per poi essere poco gentilmente cacciata via. Che non fossero convinti lo sapevo, non nascondi la locandina in alto, sopra i prezzi così, se vuoi farla.
Questa degli eventi è una cosa che deve prima di tutto deve interessare a chi la fa, come qualsiasi cosa al fine di intrattenere i clienti. Come la televisione su sky (ma non si paga sky?). Come ovviamente lo spettacolo di cabaret.
Ma la cultura, amici miei, non va, proprio no, non si vende. A noi che amiamo leggere nessuno ci caga. A noi che ameremmo avere in regalo un libro, quando andiamo a cena fuori, non ci resta che ascoltare lo stornello di turno, sperando che la cena finisca al più presto.
Si sa, al ristorante ci vai per mangiare, non per acculturarti. L’unica cosa che ti riempi è la pancia, non certo la testa. Eppure, non si dice che i libri siano cibo per la mente? Ecco l’idea: cibo per il corpo, cibo per la mente. Sì, sembrava tutto molto bello e attraente... mah... mah c’è che proprio oggi, mi sono resa conto che, almeno da queste parti, a nessuno frega un cazzo della cultura, anzi, di promuovere la cultura. La gente, spiegano i ristoratori, vuole dei passatempi facili facili: posta stravagante, il karaoke, la danza del ventre, i sottofondo musicali. I ristoratori non si fanno problemi a pagare i cantanti che imitano le icone musicali, che giustamente avranno un compenso, no? Ma non se lo sognano assolutamente di acquistare un quantitativo di libri, per poi regalarli come gadget hai clienti. Oddio regalare... ovviamente non si regala nulla, si “pompa” il prezzo della cena, del menù fisso che uno va a proporre. Si fa pagare il costo del libro. Anche se costa pochissimo, se è un libro ogni due persone, dunque stiamo parlando di massimo cinque euro in più. Anche in questo caso, niente amici miei.
Da un energumeno con moglie pazza a seguito, che, purtroppo, gestisce una pizzeria in zona Prenestina (spero di non offendere tutti i pizzaioli e ristoratori di zona!) mi sento dire: “va bene l’evento ma tu devi portare i tuoi clienti, farmi pubblicità. I miei clienti non te li do mica, pagano quello che pagano sempre, non se ne fanno niente dei libri. Io ti ho concesso il ristorante, questo è quanto”. Per poi essere poco gentilmente cacciata via. Che non fossero convinti lo sapevo, non nascondi la locandina in alto, sopra i prezzi così, se vuoi farla.
Questa degli eventi è una cosa che deve prima di tutto deve interessare a chi la fa, come qualsiasi cosa al fine di intrattenere i clienti. Come la televisione su sky (ma non si paga sky?). Come ovviamente lo spettacolo di cabaret.
Ma la cultura, amici miei, non va, proprio no, non si vende. A noi che amiamo leggere nessuno ci caga. A noi che ameremmo avere in regalo un libro, quando andiamo a cena fuori, non ci resta che ascoltare lo stornello di turno, sperando che la cena finisca al più presto.
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