Questo è solo uno dei tanti, troppi? Blog, è un luogo mio e di chi lo calpesta. Ma è soprattutto è dove posso far uscire fuori i miei demoni. Giusi Dottini è una scrittrice. Questo blog non ha ambizioni giornalistiche né fini di lucro. Chiunque rivendicasse la provenienza delle foto presenti, può rivolgersi all'amministratrice del Blog
domenica 22 gennaio 2012
Fate una tac a queste teste
Studiate le teste di questa gente, scoprirete che sono così simili a quelle di chi maltratta gli animali, di chi fuma in gravidanza, di chi si fascia il seno per mandarsi via il latte, di chi smolla i figli in giro per andare a giocare al videopoker e altre porcherie, di chi alimenta l'odio razziale, di chi usa la religione per giustificare l'omofobia. Dei razzisti, di quelli che ti tagliano la strada a destra e poi ti dicono pure puttana, di quelli che vanno a puttane, di chi frega il prossimo e si giustifica dicendo: tanto lo fano tutti! Di quelli che prima usano la parola amicizia per fregarti il ragazzo (o marito) e poi ti dico: "Ma che noi? Non siamo mai state amiche, e poi eravate in crisi". Di quelli che si fanno grandi con la parola amicizia ma non hanno assolutamente idea di cosa sia davvero. Insomma, un sacco di gente
martedì 17 gennaio 2012
Qualche verità sull'editoria, quella buona
Scusate, si fa tanto parlare GIUSTAMENTE di editori a pagamento, ma perché non parliamo per una volta anche degli editori NON A PAGAMENTO? Perché non diciamo una volta per tutte che molti di loro, mi riferisco soprattutto a quelle multinazionali con tanti capitali, e non solo ai soliti Mondadori e similari, parlo di quelle case editrici un po’ più umane ma pur sempre piene di quattrini da investire, il sogno di ogni scrittore. Ecco, parliamo un attimo di loro. Perché non fanno il loro mestiere? Perché i loro editor, pagati a stipendio per leggere i manoscritti, non leggono le proposte? Con quali criteri scelgono quali libri sono o non sono da pubblicare? E cosa è questa omertà nel non rispondere quando uno scrittore, dopo mesi di attesa, chiede un riscontro? La mia risposta è: perché non sono gli editor a decidere, perché un romanzo che non è accompagnato da una forte spinta o da un nome altisonante, non verrà mai letto. Perché tanti omini con cervelli più piccoli dei testicoli di un topo, decidono di pubblicare non l’idea di un autore, ma un autore a lui simpatico al quale appioppare un’idea decisa a tavolino dai suddetti uomini con cervelli grandi come testicoli di un topo.
mercoledì 4 gennaio 2012
lunedì 21 novembre 2011
Siamo solo piccole frecce di un grande arco
Siamo anonimi, passeggeri solitari in questo pianeta fatto di tante formichine pensanti. Siamo tanti, troppi, ci schiacciamo a vicenda convinti di aiutarci. Siamo solo sabbia anzi granelli di sabbia della stessa spiaggia. Siamo le emozioni che proviamo e non quelle che facciamo provare. Ecco che io, per sei anni, mi sono illusa di poter essere qualcosa di più di un granellino di sabbia, magari una conchiglia o un’onda del mare addirittura! Ma ora ho capito che anche divenendo onda o conchiglia, resto una delle tante. Onde o conchiglie. Le emozioni che posso regalare con i miei scritti, sono limitate a poche persone, questo perché qualcuno, il destino ostile o persone ostili, han deciso così. Ma è inutile prendersela, ora l’ho capito. È inutile battagliare quando comunque sia, nessuno mi dà la certezza che il mio ultimo romanzo, ad esempio, valga di più di quello super pubblicizzato che vende 100.000 copie. Nessuno. Adeguarsi è vita, anche se fa male. Bisogna solo essere concreti. Non posso andare contro il destino. Non basta essere bravi per diventare scrittori, per togliersi dall’anonimato. No. È, come sempre, una questione di fortuna. Alcuni ce l’hanno, altri no. Tutto qui. Io sono tra quelli che non ce l’hanno avuta, ed è inutile che mi illuda che cambi. Almeno ora lo so, almeno ora l’ho capito.
sabato 3 settembre 2011
Lasciarsi portare dal vento capriccioso della vita
Ecco Punto Libero, la rivista dell'associazione culturale presente nei castelli. Per tutti quelli che non posso usufruire del cartaceo, a pag 9 trovate il bellissimo articolo di Marco Onofrio dedicato a Lezioni di tango.
Ecco qui l'articolo su Puntolibero a pag 9
domenica 17 luglio 2011
Sono stata al concerto di Caparezza

E lo ho amato per tanti motivi, per Io vengo dalla Luna, naturalmente, quello che ritengo senza dubbio il brano che più mi rappresenta. Io vengo dalla Luna, io me ne frego di quello che pensano gli altri. Sono diversa, e allora? Sono diversa... mah... è importante sapere cosa penso io? No, è importante che ieri a Rock festival di Roma c’erano più di 10.000 persone a ballare, a saltare, per Caparezza, a gridare Berlusconi pezzo di merda e pure peggio. A dare un alito di vento diverso a quest’Italia, e tutti giovani, o quasi. Tanti bambini. Sì, ho avuto la conferma che Caparezza piace ai bambini. Ma di tutto il meraviglioso show, perché più che un concerto è stato un vero e proprio spettacolo, mi ha colpito il corista, meglio un duettatore per usare un termine che ho appena inventato! Nel suo 1.60x 48 kg forse, ha dato tutto se stesso, un’energia immensa. Ma chi è? perché non è famoso? Ma poi serve davvero esserlo. Beh, per forza se vuoi fare questo mestiere. Basta seguire i dettami dei testi di Caparezza. Lui è salito sul palco senza però abbassarsi alle leggi di mercato, e questo le persone lo sanno. Tenetevi amici di Maria de Filippi, io mi tengo stretto Caparezza
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malgrado tutto mi voglio bene
domenica 10 luglio 2011
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